- Play
-
Tratto dal podcast
Fino alle otto di lun 23/03 (terza parte)
Italia | 2020-03-23

Com’è la situazione a Buccinasco? In queste settimane di emergenza e di isolamento, il primo cittadino Rino Pruiti racconta a Radio Popolare come il comune di Buccinasco, alle porte di Milano, è riuscito a sopperire alla mancanza di mascherine grazie ad una ditta locale che ha parzialmente riconvertito la propria produzione arrivando a realizzare fino a 20mila mascherine al giorno.
L’intervista di Serena Tarabini a Fino Alle Otto.
Come sta affrontando questa emergenza il comune di Buccinasco?
Stiamo affrontando l’emergenza come tutti i comuni della Lombardia: un po’ da soli, anzi tanto da soli. Non ci sono istituzioni superiori che ci hanno supportato, e credo anche che non riescano a farlo.
Abbiamo avuto la fortuna di avere dei volontari che si sono presentati in Comune, poi ci sono le strutture della Protezione Civile, Croce Verde e Croce Rossa.
A Buccinasco mancava tutto il materiale necessario per aiutare la popolazione, ma grazie ad una fabbrica di Buccinasco, che ha convertito parzialmente la produzione tessile, siamo riusciti a produrre un tipo di mascherina che poteva aiutarci. Abbiamo fatto partire questa produzione facendo un ordine e ne abbiamo già ricevute diverse migliaia. La fabbrica riesce a produrne 20mila al giorno e adesso sono in vendita nelle nostre farmacie comunali. Ho anche questo ed ottenuto conferma dalla fabbrica che non ci sarà nessun business: in farmacia vengono date a prezzo di costo.
Le mascherine non sono usa e getta, ma sono fatte di un tessuto particolare che può essere lavato e sterilizzabile con amuchina o alcol. Almeno quel problema lì lo abbiamo risolto in questo modo.
Queste mascherine hanno ricevuto qualche certificazione?
Non ancora. L’ultimo decreto ha previsto che si possa chiedere e noi abbiamo fatto la richiesta. Hanno già delle certificazioni di qualità, sono fatte con un tessuto tecnico speciale che aveva già delle caratteristiche certificate, ma la ditta ha chiesto la certificazione specifica al Ministero ed è in attesa di risposta.
A che prezzo vengono vendute queste mascherine?
Il costo di produzione è di 1,50 euro + IVA e vengono cedute a meno di 2 euro in farmacia. Io ne ho prese circa 2.500 da distribuire, tramite i volontari, alle persone immunodepressi e tutti quelli che avevano altri problemi. Piccoli e grandi negozi di Buccinasco le hanno acquistate per i loro dipendenti e si sono impegnati ad acquistarne altre per fornirle gratuitamente anche ai clienti.
Siete riusciti a sopperire in maniera efficiente ad un’esigenza presente un po’ ovunque. Qui a Milano è veramente difficile trovare delle mascherine, ma anche oggi i giornali confermavano che sono in arrivo
Voglio sottolineare che si dice sempre che sono in arrivo, ma alla fine non arriva mai niente. La Protezione Civile della città metropolitana di Milano aveva messo a disposizione per i nostri 20 volontari e una trentina di operatori delle Croci 13 mascherine. Siamo anche andati a prenderle all’Idroscalo. La situazione è quella, ma il problema non sono soltanto le mascherine. Stiamo portando la spesa, i pasti e le medicine a casa a molti cittadini, soprattutto anziani, per evitare che le persone escano di casa.
Più di questo credo che un comune non possa fare con le risorse che ha a disposizione.
Avete fatto anche una chiamata ai cittadini volontari?
Sì, abbiamo avuto una risposta massiccia nell’ordine di centinaia di persone. Chiaramente non stiamo utilizzando tutti, abbiamo preferito quelli che avevano particolari specificità lavorative, come infermieri, ex carabinieri o polizia locale, persone che avevano già un’esperienza sul campo così da non dover perdere tempo con addestramenti.
Se poi l’emergenza andrà avanti, come temiamo, potremo chiamare anche gli altri che si erano proposti.
Come vanno le cose a Buccinasco dal punto di vista del rispetto delle misure restrittive?
Adesso le misure si stanno rivelando efficaci. Nei primi momenti no. Quello che porta all’insofferenza dei cittadini e alla mancata comprensione di quello che si deve fare è l’alternanza dei cambiamenti, i vari decreti che si sono succeduti. Anche noi siamo dovuti intervenire per emettere delle ordinanze specifiche che si sono sommate ai decreti e all’ordinanza regionale.
Quello che serviva era una direzione unica e una chiarezza. Non c’è stata, ma vedo che in questi ultimi giorni tutti stavano rispettando le misure. A questo punto direi che la cosa è passata, ma dobbiamo vedere per quanto tempo si riuscirà a mantenere una collaborazione così perfetta della popolazione.
Quale misura aggiuntiva avete ritenuto opportuno di mettere in campo?
Gli orari. Questo è un comune con un milione di metri quadrati di verde pubblico. Noi abbiamo emesso un’ordinanza che stabilisce che si può uscire dalle 5 alle 7 del mattino oppure dalle 23 alle 24 per frequentare i parchi. Questo ha permesso a chi voleva fare attività all’aperto di farlo senza alcun tipo di affollamento. Non so, però, se questa ordinanza sia compatibile con le nuove disposizioni dell’ultimo decreto.
Foto dalla pagina Facebook del Comune di Buccinasco