
Fratini giallo fosforescenti con su scritto ‘militante’ indossati come per riconoscersi tra gli altri, bandiere, magliette e manifesti con le parole d’ordine più scandite e ripetute “Meno armi, più sanità”. Lo hanno gridato in tanti e tante nel corteo che questo pomeriggio ha attraversato Roma da Piazza Vittorio a via dei Fori Imperiali, la manifestazione nazionale lanciata dal Movimento 5 Stelle per la Pace contro il riarmo dell’Europa.
La manifestazione ha visto l’adesione e la partecipazione di tante altre realtà sociali, politiche, pacifiste e religiose come le Acli, che in piazza hanno reso visibile la loro presenza. Bandiere dell’Europa intervallate con quelle del movimento pacifista con le tante bandiere palestinesi, quelle di Rifondazione Comunista e poi quelle dei militanti dell’Anpi che hanno fatto riecheggiare canti partigiani nella strapiena via Cavour.
Poi, dopo 2 ore di marcia sotto un sole inspiegabilmente estivo, tutti accalcati sotto il palco posto in maniera infelice, seppur con lo sfondo del Foro Romano. Tante le voci a ribadire la necessità di esserci per dire no alla guerra e al riarmo, ma anche per rappresentare ognuno il proprio specifico impegno come ha fatto la rappresentante della Rete dei numeri pari che dal palco ha denunciato la gravità delle politiche liberticide del governo Meloni messe in atto con il decreto sicurezza per il quale, ha detto ieri, “siamo stati manganellati” e che ha concluso dicendo che “l’unico kit di sopravvivenza” necessario è quello dei diritti sociali con il salario minimo, politiche di accoglienza, lotte alla mafia e politiche contro il disastro ambientale.