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Si sono svolti ieri pomeriggio, martedì 25 febbraio, al cimitero di Lambrate i funerali di Fiorenzo Corona, 74 anni, proprietario dello storico locale Belle Aurore. Il ricordo di Fiorenzo di Cecilia Di Lieto.
Incredulità, nessuno ci può credere, dagli amici più intimi alle centinaia di clienti che in un “tam tam” cittadino si passano foto, ricordi, commenti. Perché Fiorenzo, a noi che abbiamo avuto il privilegio di conoscerlo, è sempre sembrato immortale, una roccia. Sarà il suo fisico muscoloso, l’aria ironicamente burbera che a me ricorda quella del Rick di Humphrey Bogart in Casablanca, che per altro dà il nome alla Belle Aurore. Militante di lotta continua, poi un passaggio nella fotografia e nel teatro, fino a fondare con altri la trattoria Teatro Officina e infine il locale di via Castel Morrone a Milano. La data più sacra è il 25 Aprile, con l’immancabile partecipazione al corteo.
Ricordo il tuo sguardo scettico nel concedermi un tavolino per raccogliere gli abbonamenti alla radio agli inizi degli anni ’90. Ne feci veramente pochi, ma me ne andai col tuo, tu che la radio non l’ascoltavi quasi. O quando arrivando con Scaramucci ti si illuminava lo sguardo e partiva lo slogan dei tempi antichi, di cui ricordo solo la fine: “Vota, vota Scaramucci” e giù risate. Le notti passate dopo la chiusura coi più intimi a discutere e litigare di politica e di vita. Nessuno poteva restare indifferente, o ti si detestava (pochi) o ti si amava. E chissà se hai veramente capito quanto sei stato amato. Da quando è circolata la notizia, venerdì sera, davanti alla Belle Aurore hanno iniziato a comparire mazzi di fiori appoggiati alla claire abbassata. Ti sarebbe piaciuto, ne sono certa. Del resto, io lo so che tu sei da qualche parte a intonare la Marsigliese contro quei “fottuti” invasori nazisti.
Ciao Fiore, grazie.
(foto di Giovanni Aloisi)