Approfondimenti

Turchia al voto il 24 giugno

Recep Tayyip Erdogan

Appena arrivati ad Istanbul si percepisce immediatamente il fermento dell’appuntamento elettorale in dirittura d’arrivo. Sopra le teste di chi cammina per la strada si incrociano fitte ghirlande di bandierine, le mura degli edifici, le ringhiere dei marciapiedi sono ricoperte di manifesti, per terra un tappeto di volantini mentre per le vie sfrecciano i pulmini elettorali colmi di gente dai cui autoparlanti si lanciano slogan e canzoni, e le piazze pullulano di banchetti.

Il tutto disegna nella città una speciale geografia, dentro la quale le linee di confine e i colori dipendono dalla storia del quartiere. A farla da padrone è il Presidente in carica Erdoğan: le sue gigantografie troneggiano dagli edifici più alti e più grandi; percorrendo le principali arterie della città è impossibile non imbattersi nelle scritte a caratteri cubitali che sovrastano automobilisti, autisti, viaggiatori, reiterando gli slogan della sua campagna elettorale: “Una Turchia forte, un presidente forte” che richiama a quella che è la principale motivazione per cui Erdoğan invita la Turchia a renderlo il suo super presidente, cioè per garantirle quella continuità e stabilità di cui ha bisogno.

La lampadina arancione su sfondo bianco simbolo dell’AKP, il Partito della Giustizia e dello sviluppo fondato dallo stesso Erdoğan all’inizio degli anni 2000, spunta da ogni angolo della città e nella maggior parte dei casi, la sovrasta. Ma alcuni luoghi fanno eccezione. Se dalla centralissima zona di Taksim si attraversa il Bosforo per raggiungere la parte asiatica della città, sulle bandiere, i palloncini, i fogli distribuiti ai passanti, domina il rosso: è il colore del social democratico CHP, il principale partito di opposizione; il laico e progressista quartiere di Kadiköy è uno dei suoi feudi. Non a caso subito dopo le rivolte di Gezi Park, proprio lì si svolsero le grandi assemblee che cercavano di mantenere vivo lo spirito e le domande di quella protesta, e vennero addirittura tollerate alcune occupazioni. Ed è in questo quartiere che da quando il buio sul paese è cominciato a scendere tra il ritorno del conflitto armato, gli attentati, l’ondata repressiva post golpe, che l’intelleghenzia turca di sinistra si è trasferita, abbandonando una Taksim sempre più militarizzata, deoccidentalizzata e lasciata in pasto ai turisti dei paesi arabi.

Mai come in questa occasione questo partito portatore dei valori della Turchia laica e democratica sta lanciando il cuore oltre l’ostacolo, portando alla ribalda un candidato presidente che sta percorrendo in lungo en il largo il paese con il suo volto rassicurante di cittadino comune e un carisma da leader navigato. La Turchia secolare stravede per Murrahem Ince, un ex-insegnate di fisica che con i suoi comizi poderosi sta rifondendo la fiducia nell’opposizione e lavorando concretamente a quella riunificazione necessaria per sconfiggere Erdogan.

Ci sono poi delle tessere piu piccole in questo mosaico elettorale urbano, che hanno dimensioni minori ma resistono al pari della forza politica che rappresentano: sono quelle occupate dall’HDP, il partito democratico dei popoli, di area libertaria e filocurda, il cui candidato presidente, Selahattin Demirtaş, sta conducendo la sua compagna elettorale dal carcere. I tanti colori di questa forza nata per dare voce alla multietnicità della Turchia nonché a valori quali la parità di genere e l’ecologismo, si concentrano per esempio a Tarlabasi, quartire borderline di Taksim, nelle cui antiche case diroccate in stile greco vivono famiglie povere curde, rom, siriane e bivaccano spacciatori e piccoli criminali, convivendo con una gentrificazione violente che da alcuni anni cerca di cacciarli.

Lì si trova una delle sedi dell’HDP, da lì la sera del 10 giugno, quando il partito superò la soglia di sbarramento del 10% ed entrò in Parlamento, partivano i caroselli di auto e persone impazzite di gioia in un atmosfera che sembrava ricordare quella di Gezi e che purtroppo era costretta a durare poco. Nei vicoli stretti e polverosi di questo quartiere dove fra le macerie dei palazzi già demoliti scorrazzano bambini malvestiti ed a volte fatti di colla, sventolano le bandierine colorate dell’HDP. Sono piccole macchie nella città, ma la loro persistenza, come la determinazione dei ragazzi che con solo un motorino e un megafono, diffondono le parole “Seninle değistir”, “Insieme possiamo cambiare”, sono impressionanti.

Recep Tayyip Erdogan
Foto dalla pagina FB di Recep Tayyip Erdogan https://www.facebook.com/RecepTayyipErdogan/
  • Autore articolo
    Serena Tarabini
ARTICOLI CORRELATITutti gli articoli
POTREBBE PIACERTI ANCHETutte le trasmissioni

Adesso in diretta

  • Ascolta la diretta

Ultimo giornale Radio

  • PlayStop

    Giornale Radio mercoledì 26/02 12:30

    Le notizie. I protagonisti. Le opinioni. Le analisi. Tutto questo nelle tre edizioni principali del notiziario di Radio Popolare, al mattino, a metà giornata e alla sera.

    Giornale Radio - 26-02-2025

Ultimo giornale Radio in breve

  • PlayStop

    Gr in breve mercoledì 26/02 10:31

    Edizione breve del notiziario di Radio Popolare. Le notizie. I protagonisti. Le opinioni. Le analisi.

    Giornale Radio in breve - 26-02-2025

Ultima Rassegna stampa

  • PlayStop

    Rassegna stampa di mercoledì 26/02/2025

    La rassegna stampa di Popolare Network non si limita ad una carrellata sulle prime pagine dei principali quotidiani italiani: entra in profondità, scova notizie curiose, evidenzia punti di vista differenti e scopre strane analogie tra giornali che dovrebbero pensarla diversamente.

    Rassegna stampa - 26-02-2025

Ultimo Metroregione

  • PlayStop

    Metroregione di mercoledì 26/02/2025 delle 07:15

    Metroregione è il notiziario regionale di Radio Popolare. Racconta le notizie che arrivano dal territorio della Lombardia, con particolare attenzione ai fatti che riguardano la politica locale, le lotte sindacali e le questioni che riguardano i nuovi cittadini. Da Milano agli altri capoluoghi di provincia lombardi, senza dimenticare i comuni più piccoli, da dove possono arrivare storie esemplificative dei cambiamenti della nostra società.

    Metroregione - 26-02-2025

Ultimi Podcasts

  • PlayStop

    Jack di mercoledì 26/02/2025

    Per raccontare tutto quello che di interessante accade oggi nella musica e in ciò che la circonda. Anticipazioni e playlist sui canali social di Matteo Villaci.

    Jack - 26-02-2025

  • PlayStop

    Il Libro Verde del MIMIT per rilancio industriale dell'Italia

    Sembrerebbe un atteso, gradito ritorno. Ma non è così. Parliamo della politica industriale, che ritorna ad affacciarsi nel Libro Verde, documento pubblicato dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy per disegnare le traiettorie di rilancio industriale del Paese in una fase estremamente complessa e turbolenta, a livello globale, europeo e nazionale. La buona notizia è che il MIMIT intende aprire un nuovo capitolo dopo la lunga e fallimentare stagione del laissez faire e della mano libera al mercato, condita da ricchi incentivi e sgravi fiscali a pioggia, senza condizionalità, per le imprese. La pessima notizia è che si punta su ricette di politica industriali del tutto miopi e sbagliate, dal nucleare alle armi, passando dai biocarburanti e dal lavoro precario. L’ottavo episodio del podcast “A qualcuno piace verde” dell’Alleanza Clima Lavoro, curato da Massimo Alberti, analizza il Libro Verde e offre una prospettiva alternativa: quella di una politica industriale con al centro un rinnovato protagonismo dell’attore pubblico e con la giusta transizione ambientale e sociale come stella polare per lo sviluppo sostenibile del Paese.

    A qualcuno piace verde - 26-02-2025

  • PlayStop

    Musica leggerissima di mercoledì 26/02/2025

    a cura di Davide Facchini. Per le playlist: https://www.facebook.com/groups/406723886036915

    Musica leggerissima - 26-02-2025

  • PlayStop

    Considera l’armadillo di mercoledì 26/02/2025

    Noi e altri animali È la trasmissione che da settembre del 2014 si interroga su i mille intrecci di una coabitazione sul pianeta attraverso letteratura, musica, scienza, costume, linguaggio, arte e storia. Ogni giorno con l’ospite di turno si approfondisce un argomento e si amplia il Bestiario che stiamo compilando. In onda da lunedì a venerdì dalle 12.45 alle 13.15. A cura di Cecilia Di Lieto.

    Considera l’armadillo - 26-02-2025

  • PlayStop

    Cult di mercoledì 26/02/2025

    Cult è condotto da Ira Rubini e realizzato dalla redazione culturale di Radio Popolare. Cult è cinema, arti visive, musica, teatro, letteratura, filosofia, sociologia, comunicazione, danza, fumetti e graphic-novels… e molto altro! Cult è in onda dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 11.30. La sigla di Cult è “Two Dots” di Lusine. CHIAMA IN DIRETTA: 02.33.001.001

    Cult - 26-02-2025

  • PlayStop

    Gli speciali di mercoledì 26/02/2025 - ore 11:01

    I reportage e le inchieste di Radio Popolare Il lavoro degli inviati, corrispondenti e redattori di Radio Popolare e Popolare Network sulla società, la politica, gli avvenimenti internazionali, la cultura, la musica.

    Gli speciali - 26-02-2025

  • PlayStop

    SIMONE LANZA - L'ATTENZIONE CONTESA

    SIMONE LANZA - L'ATTENZIONE CONTESA - presentato da Elena Mordiglia

    Note dell’autore - 26-02-2025

  • PlayStop

    Gli speciali di mercoledì 26/02/2025 - ore 10:02

    I reportage e le inchieste di Radio Popolare Il lavoro degli inviati, corrispondenti e redattori di Radio Popolare e Popolare Network sulla società, la politica, gli avvenimenti internazionali, la cultura, la musica.

    Gli speciali - 26-02-2025

  • PlayStop

    Presto Presto - Interviste e Analisi di mercoledì 26/02/2025

    Roberto Guerrieri infermiere alla clinica di Emergency a Gaza ci racconta il freddo e la fatica di curarsi nel panorama devastato della Striscia; Davide Lerner giornalista e autore di “Il sentiero dei dieci Una storia fra Israele e Gaza” (Piemme) analizza le mire del governo israeliano sulla Cisgiordania. Manuelita Scigliano dell'associazione Sabir ci racconta la veglia per le vittime del naufragio di Cutro a una settimana dall'apertura del processo contro funzionari dello Stato per i mancati soccorsi. Infine, Maddalena Rostagno, ci racconta la docu-serie di Roberto Saviano in onda da stasera su Sky dedicata a suo padre Mauro e intitolata: “L’uomo che voleva cambiare il mondo”.

    Presto Presto – Interviste e analisi - 26-02-2025

  • PlayStop

    Presto Presto - Lo stretto indispensabile di mercoledì 26/02/2025

    Il kit di informazioni essenziali per potere affrontare la giornata (secondo noi).

    Presto Presto – Lo stretto indispensabile - 26-02-2025

Adesso in diretta